Hello

Dato che mi sono appena trasferito da splinder mi  sembra giusto scrivere subito un post…

Comincerei con il dire che è periodo molto difficile della mia vita… sono tornato dopo 9 mesi di mare(ho lavorato come marinaio), ma sopratutto sto soffrendo molto per amore… e per me questa è quasi una novità perchè stavolta è una dolore delle viscere che ti prende e ti strangola nella notte ti fa avviluppare le budella e stringere il cuore ad ogni battito…

ah l’amore…

Hello world!

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Potere

 

C’è un paese del Mediterraneo che ha una storia millenaria.
Oggi la sua economia è in crisi. La corruzione mina le istituzioni.
La criminalità è sempre più forte.
I giovani non hanno un futuro e molti di loro sono costretti ad andar via per trovare un lavoro.
Le donne sono relegate ai margini della società.
Al potere c’è un uomo anziano. Probabilmente malato. Ricchissimo.
Tratta il paese come se gli appartenesse. È ossessionato dall’aspetto fisico.
Quando parla diventa un istrione. Controlla tutti i mezzi di informazione.
Intorno ha solo collaboratori che non osano criticarlo.
Gli piace andare in tv e ama circondarsi di belle ragazze.
È amico dei dittatori di mezzo mondo. Non ha nessuna intenzione di lasciare la poltrona.
I figli sono pronti a prendere il suo posto.
L’unico modo per mandar via Gheddafi è una rivoluzione.

Giovanni De Mauro

Clever – C. Bukowski

i furbi scendono la corrente come
pesci bianchi,
sulla cresta d’acque blu,
oltre le rapide,
i furbi
con le loro gole e sopracciglia da furbi,
i loro furbi peli nel naso,
entrambe le scarpe allacciate,
tutte le tragedie cancellate,
denti splendenti,
i furbi non si scompongono,
anche le loro furbe morti sono morti al quadrato,
furbi furbi furbi,
hanno case migliori,
auto migliori,
risate migliori.
Persino i loro incubi sono
sogni sgargianti,
questi furbi,
ti siedono di fronte,
con un sorriso pulito,
che li riempie, financo i capelli
sprizzano nitore.
Quanto ho vissuto
e quanti ne ho visti.
Sapete cos’è davvero la morte?
È uno di questi furbi
rottinculo
che ti stringe la mano
e ti abbraccia.
sapete cos’è davvero
la morte?
venite a vedermi
metre allungo la carta di credito
al cameriere
disprezzandovi.
o peggio

Dedicato…

 

Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
Lungo le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà
E un Dio che è morto
Ai bordi delle strade Dio è morto
Nelle auto prese a rate Dio è morto
Nei miti dell'estate Dio è morto.
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura

Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto

E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni
E poi risorge
In ciò che noi crediamo Dio è risorto
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto
Nel mondo che faremo
Dio è risorto,
Dio è risorto

Rivoluzione

 

    

clandestino


da internazionale.

L’inizio è il momento migliore, quando tutto sembra possibile. Quando ogni cosa è illuminata. Quando il dittatore scappa di notte e corre all’aeroporto con la moglie e i figli. Quando scappa così rapidamente che viene da chiedersi perché nessuno ci abbia pensato prima: ogni regime si fonda sulla paura, ma se si è in tanti la paura passa. Di rivoluzioni non ne abbiamo viste molte. E quelle poche sono spesso andate a finire male: quando è arrivato il momento dei compromessi, quando
i furbi di professione sono riusciti a trovare la porta sul retro per tornare da dove erano stati cacciati. “L’ipocrisia dei liberal occidentali lascia senza parole”, scrive Slavoj Žižek, “pubblicamente hanno sempre sostenuto la democrazia, ma ora che la gente si rivolta contro i tiranni in nome della libertà e della giustizia, e non in nome della religione, ecco che si preoccupano. Perché preoccuparsi? Perché non rallegrarsi del fatto che la libertà potrebbe trionfare?”. Di rivoluzioni, forse, non ce ne saranno molte altre. Quelle di questi giorni teniamocele strette
.

Whoever controls the past controls the future, whoever controlls the present controls the past.

 

Il potere è un fine, non un mezzo.
Non si instaura una dittatura al 
fine di salvaguardare una rivoluzione:  si fa la rivoluzione proprio per instaurare la dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione, il fine della tortura è la tortura, il fine del potere è il potere.

 

 

                                                  File:1984-Big-Brother.jpg

 Quasi inconsciamente, scrisse con le dita sul tavolo coperto di polvere: 
2 + 2 = 5

Lettera di Vincent a Theo…(Van Gogh!!)


 


 

                           

C'è fannullone e fannullone. C'è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: "gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata", e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. "Ecco un fannullone" dice un altro uccello che passa di là, "quello è come uno che vive di rendita". Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. "Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!". Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile… Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede "Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?". Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita. 

Il buongiorno si vede dal mattino…

Ieri avevo un mal di schiena atroce… eppure ero di gradevole umore.
Oggi mi alzo abbastanza bene fisicamente un leggero fastidio sempre alla schiena, figlia di esercizi del cazzo fatti a cazzo… ma di umore tremendamente incazzoso…
Di fondo sono insoddisfatto di molte cose che girano intorno alla mia vita, forse proprio la mia vita…le scelte e le occasioni… tante piccole cose… forse alcune di esse per cui mi ci arrovello l'anima neanche dipendono da me.. ma mi fanno rodere lo stesso…
Ho la convinzione che in qualche modo sto buttando i miei anni migliori a fare un lavoro da schiavo senza prospettiva… a chi non farebbe rodere.. la colpa se proprio di colpe vogliamo parlare di chi è? mia? probabile… mia perchè non mi sono dato da fare.. perchè non ho scelto una strada sin dall'inizio… perchè non ho genitori che mi possono raccomandare…. perchè non c'è proprio possibilità di lavoro e uno si tiene quello che ha… forse tutto questo insieme sta di fatto che poco tempo fa ero entrato in una depressione poi eventi esterni "drammatici" invece di affossarmi mi hanno fatto reagire…
Oggi però ritornano i mostri di ieri… come affrontarli? per fortuna ne parlo con la mia metà…e mi capisce fino ad un certo punto…
pensare che qualche anno fa ero profondamente preoccupato di non entrare negli ingranaggi della società e di fare lavori da impiegato.. ed ora ci metterei la firma per un pò di "sicurezza"… ma cosa è cambiato^??? io??? il mondo??? se continua così non posso continuare a vivere la vita degli altri.. che fare??? me ne vado?? dove?
sono confuso e preoccupato…
brutta mattina!!!!!